| LAURA BOGLIOLO |
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venerdì, luglio 30, 2004
giovedì, luglio 29, 2004 Spero che l'oggetto di questo post non si arrabbi.
Tanto tempo fa ho conosciuto via mail Sonia Cassiani, persona di grande spirito e umanità. Sono andata sul suo blog ma è fermo a maggio. Ho provato a scriverle ma la mail è tornata indietro. Soniaaaaaaaaaaaaaa! Che fine hai fatto? HELPINO
''l'affetto non e' come i soldi: non esiste dare e avere, esiste solo dare'' martedì, luglio 27, 2004
lunedì, luglio 26, 2004
domenica, luglio 25, 2004
sabato, luglio 24, 2004
venerdì, luglio 23, 2004
giovedì, luglio 22, 2004
ma siete sicuri che oggi non sia venerdì?
mercoledì, luglio 21, 2004
martedì, luglio 20, 2004
lunedì, luglio 19, 2004
Avverto: non andare a vedere ''La donna perfetta', un insulto ai 7 euro del biglietto. Il film non è stata una scelta, anche perché odio Nicole Kidman. AL cinema, ho dormito. La prima volta che mi succede.
venerdì, luglio 16, 2004
giovedì, luglio 15, 2004
mercoledì, luglio 14, 2004
martedì, luglio 13, 2004 Presto che è tardi! Io stasera devo andare a fare il tifo. La missione scatterà poco dopo le 21. Possibilità di riuscita: MENO DI ZERO. Infiltrati si diventa....
Corsa folle verso l’Ostiense dopo una giornata senza fiato (e pranzo e cena). La regola del ‘’accade tutto nello stesso momento’’ (anche la deviazione della strada quando credi di essere arrivata) è sempre valida. Le vite normali di una decina di persone si trasformano in una piccola avventura alle 20.30 circa. Capita sempre così quando c’è di mezzo Lui. Via i pensieracci e la vita quotidiana. Si entra in missione. Una architetto, una giornalara, due impiegate del ministero della Difesa, un cantante, un montatore e un’impiegata. Ci incontriamo (senza appuntamenti) solo in certe occasioni e sembra che non abbiamo mai smesso di vederci. La regola, il patto è: chi ce la fa, si porta gli altri. La missione è: accesso segretissimo al Gazometro. La Difensora avverte: siamo a cena con il complesso di Lui!. Non ce la farà, e non chiederà passi. Arriviamo anche noi. Prima tappa:entrata a vetri del Gazometro. Puzza di stantio. Da qua non ci faranno mai entrare. Girano solo guardie private. Quelli che contano sono i completi blu con auricolare. Seconda tappa: entrata principale. Sfilano figli di papà con aria annoiata. ‘’Dovranno’’ assistere al concerto. Abbordiamo vigilesse (una alta, grossa e grassa che la Difensora incautamente definisce ‘’cicciona’’. Ma che sei pazza! Devi farti sentire mentre dici: proviamo a chiedere a quella bellissima vigilessa alta, slanciata e bionda!), uno non ben definito della Rai (l’amica della difensore ascolterà tutta la sua vita, inutilmente), guardie private (sono le peggiori, in ogni luogo, mancati poliziotti, riusciti ladroni), controllore Capo all’entrata (di quelli alla body guard, con i quali funzionano solo le parole: ‘’stampa’’, ‘’ministro’’, ‘’amico di’’). Altri due in missione (mai visti prima) si avvicinano all’entrata a passo svelto preceduti da uno in divisa blu e auricolare. Azz.. ce l’hanno quasi fatta. Non perdere tempo, non distrarsi, ma appiccicarsi come un’ameba invisibile a loro. Lo faccio. Se loro riescono riesco anche io, e se riesco io, il gioco delle tessere dei tempi delle medie (nella metro, gioco che io non ho mai fatto) funzionerà. Sembra che qualche invito avanzi. Niente da fare. Il concerto inizia. Fino a quel momento avevamo fatto le persone serie. Anche io… (‘’guardi, a me non interessa, io lo ha anche intervistato, lo faccio per una mia amica grande fan, la vede?’’). Mai farsi vedere troppo entusiaste quando si vuole entrare da infiltrate. Il concerto inizia. E’ il momento topico. Se vogliono farci entrare ci fanno entrare ora. Niente. Possiamo tornare in ‘’noi’’. Possiamo non essere più serie. Canti a squarcia gola, girotondi e ‘’ah ‘mbecilli… voi state qui a lavorà, mo’ noi s’annamo a diverti’!. Corsa verso la porta a vetri che puzzava di stantio, ma c’è di meglio. Gridano dalla terrazza del palazzo di fronte. Girano vigili e polizia. Non ci faranno mai entrare. E’ in quel momento che appare l’impiegata, ragazza del montatore, amica del musicista. ‘’A laura! Ma ‘ndo vai! Annamo, annamo, annamo tutti in terrazza Simo, ci apre il portone’’. Androne, cortile. Ci guardano male. Tiro fuori le chiavi di casa. Volto annoiato e arrabbiato. ‘Ma ragazzi ma dove andate? State violando una proprietà privata! Ma non si può! E’ da questo pomeriggio che non ci fate dormire con questi schiamazzi’’…Primo blocco superato. Portone lasciato aperto. Ci infiliamo per le scale, corsa folle fino alla terrazza (ma quanti cavoli di piani ci sono???). Terrazza, buio, luci sul palco! E’ in quel momento che mi chiama uno per una questione pseudo-lavorativa. O il fiato spezzato e questo mi parla di lavoro… Io col fiatone rispondo quasi scazzata, perché quello è un momento delicato. Bonifica e controllo della zona e conquista delle postazioni. Lui alla fine mi dirà:’’buon divertimento…’’. Ha frainteso!!! Concerto dalla terrazza. Ce l’abbiamo fatta. Ma qualcuno è rimasto sotto. Non li fanno salire. Un condomino minaccia di chiamare la polizia. Ma fa come te pare…. La polizia arriva, ma per ‘’arrestare’’ il condomino che ha picchiato una del gruppo. Nessuno osa scendere per aprire agli altri, rimasti sotto per ricevere una telefonata. Ma non se po’! In certi momenti non poi rallentà! lunedì, luglio 12, 2004 Volevo rilassarmi e non pensare a niente. Sono andata al cinema. Ho visto The Call. Stanotte non dormirò.
I giapponesi stanno sette milioni di anni avanti a noi e al resto del mondo quanto a regia. Solo altre 7 persone nella sala. Corridoi illuminati e sedie rosse nella penombra. Ho avuto tanta paura. I soliti due imbecilli che sgranocchiano pop-corn e patatine. Per fortuna c'erano posti liberi e mi sono allontanata da quegli imbecilli. giovedì, luglio 08, 2004
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